Il libro “Luoghi abbandonati Vol. 2” prosegue nello sforzo di preservare la memoria di quei luoghi che il fluire del tempo sta gradualmente cancellando. Si riallaccia certamente alle tematiche affrontate nel primo libro (Luoghi abbandonati: tra borghi, castelli e antiche dimore della provincia spezzina), ma con significative differenze. A partire dalla zona analizzata: di per sè, l’alta Toscana presenta un’anima diversa rispetto allo spezzino, per quanto concerne la storia, il paesaggio, le attività che vi si svolsero, e ciò si percepisce nelle descrizioni e nelle immagini dei luoghi presi in rassegna. Storie di abbandono diverse, ma anche con profonde analogie (soprattutto per i paesi di alta montagna, che nascono e muoiono allo stesso modo).
Nella parte introduttiva, la tematica dell’abbandono passa in secondo piano rispetto a quella dell’esplorazione dei luoghi, quasi a voler sottolineare i tentativi di chi cerca di preservare, fosse anche con delle semplici foto, la peculiarità di tali posti.
Un’importante differenza rispetto al primo volume è lo spazio che viene dato alle moderne strutture industriali (cementificio di Torano e sanatorio di Arliano) ed infrastrutture (ferrovia Lucca-Pontedera), luoghi che si impongono al lettore in maniera del tutto diversa rispetto a chiese, fortezze o paesini. In questo caso, sembra che la Natura faccia molta più fatica nel tentativo di riappropriarsi di tali luoghi, che si ergono a sfidare il paesaggio.
L’autrice, come di consueto, ci rende partecipi delle emozioni suscitate dalla visita dei luoghi, e ci mette a conoscenza di aspetti peculiari della vita passata di chi ci abitava (le foto post mortem, per dirne una).
Il giudizio complessivo è positivo: il lavoro è ben strutturato, andando a completare il primo volume e al contempo proseguendo nell’esplorazione dei luoghi abbandonati del nostro territorio. Unica osservazione che posso fare, è che l’interpretazione del flusso di pensieri dell’autrice non è risultato sempre chiaro, o comunque non si riesce a trovare il nesso con il luogo in cui viene inserito.

Daniele Vitantoni

 

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