Il Nido in Rovina – Mostra Fotografica

LocandinaAd un occhio poco allenato le rovine non appaiono, restano nascoste dalla vegetazione o più semplicemente dal caos cittadino, sono come antiche vestigia di un tempo passato che tutti vedono ma non guardano, che molti conoscono ma che in pochi riconoscono.
Quello dei paesi e dei luoghi fantasma è un fenomeno che negli ultimi anni sta coinvolgendo tutta l’Italia, attirando periodicamente l’interesse dei media e di migliaia di persone che si stanno avvicinando con curiosità a questo tema.
I ruderi rappresentano residui della nostra memoria culturale e insieme a loro, vanno perdute le antiche storie di uomini e comunità che li abitavano e vivevano: disastri ambientali, fattori socio – economici, guerre, sono questi solo alcuni dei fattori che hanno portato all’abbandono di quelle case e di quegli edifici costruiti un tempo per essere abitati.
Dall’ultima stima Istat sembra che il numero dei paesi abbandonati in Italia abbia raggiunto le 6000 unità, una cifra clamorosa se si pensa a quanto poco si sa di questi centri dimenticati.
Il fenomeno dell’abbandono dei paesi, e non solo, perché non vanno dimenticate le migliaia di strutture cadute in disuso in tutta Italia, non rappresenta elusivamente una perdita dell’identità e della cultura di un popolo, ma anche un’ingente perdita a livello economico.

La mostra fotografica “IL NIDO IN ROVINA: VIAGGIO NELL’ABBANDONO” propone un percorso di 24 scatti che rappresentano l’abbandono della val di vara e di alcuni dei moltissimi luoghi abbandonati nello spezzino. Il tema del NIDO riporta all’idea di casa, di vissuti accoglienti e accudenti, in contrapposizione alla parola ROVINA e all’effettivo stato di decadenza e lacerazione in cui versano gli edifici fotografati. Nelle foto appaiono gli oggetti di uso quotidiano che invocano, attraverso lo stato di degrado in cui versano, un sentore di malinconia per il tempo andato insieme alla consapevolezza dell’esistenza di uno spazio identitario, relazionale e storico al loro interno, ben diverso dai “non luoghi” (Marc Augè 2009) che costellano la vita quotidiana.

il nido in rovina

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